
Qualsiasi
trattamento deve necessariamente essere preceduto da una valutazione
clinica da parte del medico, corredata da un esame ecodoppler
o ecocolordoppler (strumento ad ultrasuoni che permette di
esaminare in modo non invasivo la dinamica venosa).

All'inizio
la terapia può essere di tipo conservativo (non chirurgica)
e consiste nel limitare al massimo le condizioni predisponenti
la malattia: evitare lunghi periodi in piedi o seduti, quando
possibile sollevare le gambe sopra l'altezza del cuore, evitare
qualunque tipo di calore intenso a livello delle gambe, se
sovrappeso cercare di dimagrire, curare la stipsi, evitare,
se possibile, l'uso di estroprogestinici. Assai utile è l'utilizzo
di
calze elastiche, opportunamente prescritte dal
medico in base allo stadio della malattia (spesso le cosiddette
"calze riposanti", acquistate senza una precisa valutazione
flebologica, sono insufficienti per garantire una efficace
azione preventiva o terapeutica). I farmaci cosiddetti
flebotropi
o
flebotonici possono avere una certa utilità nel
migliorare alcuni sintomi soggettivi, quali il senso di pesantezza
alle gambe, il prurito, il gonfiore alle caviglie e talora
il dolore: questi farmaci possono eventualmente essere somministrati
mediante ciclo di
mesoterapia.

Se
la terapia conservativa può essere utile ad aiutare
a rallentare il progredire della malattia venosa e a ridurne
i sintomi, il trattamento vero e proprio di varici e capillari
va riservato alla
terapia
laser, alla
terapia
sclerosante e, negli stadi più
avanzati alla
chirurgia,
per le cui trattazioni vi rimandiamo agli appositi capitoli
selezionabili dal menù a fianco o semplicemente cliccando
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